Educare al pensiero: riflessioni degli studenti tra letteratura e attualità
Nel percorso scolastico, lo studio della letteratura e dell’attualità non rappresenta soltanto un esercizio di conoscenza, ma un’occasione per riflettere su temi universali che riguardano da vicino la nostra vita.
Tra questi, l’amore e la guerra emergono come due esperienze opposte, ma profondamente legate, capaci di raccontare la complessità dell’essere umano. Le figure di Dante Alighieri e Giovanni Boccaccio, insieme alla testimonianza di Gino Strada, hanno offerto ai nostri studenti spunti preziosi per comprendere meglio queste realtà.
Miriam, nella simulazione della prima prova dell’esame di maturità, ha riflettuto sulle diverse modalità con cui due donne affrontano l’amore contrastato: Francesca si lascia travolgere dalla passione mentre Lisabetta incarna l’amore puro ed eterno.
Federico ha invece affrontato il pensiero sulla guerra di Gino Strada per cui è possibile non solo opporsi alla logica della violenza attraverso gesti concreti di cura e solidarietà, ma anche imparare a non considerare la guerra come un destino inevitabile.
Parlando di amore e guerra i nostri studenti hanno dimostrato che lo studio di opere antiche e testimonianze contemporanee ci permettono di costruire uno sguardo critico sul mondo e ci rendono capaci di scegliere da che parte stare. Sono esempi diversi, ma accomunati dalla volontà di affermare il valore della vita e della dignità umana.
I nostri studenti seguono un percorso tecnico e professionale, ma attraverso la letteratura e la storia hanno l’opportunità di riflettere sui grandi temi etici e culturali. In questi componimenti, al di là di quello che avviene e delle notizie preoccupanti più recenti riguardanti il mondo adolescenziale, i nostri ragazzi hanno dimostrato di essere sensibili ai grandi temi, di interrogarsi e di imparare a leggere la realtà costruendo i loro strumenti personali di critica e pensiero per nulla scontati.
Come sottolineato dalla nostra dirigente scolastica, prof.ssa Maria Antonia Nastasi, la simulazione della prima prova scritta ci ricorda che la scuola ha il compito di formare persone, non soltanto candidati e che le competenze tecniche non possono non includere anche un percorso civile e interiore. È attraverso la fatica della scrittura e l’elaborazione di u pensiero critico che i giovani smettono di ripetere il già detto, per iniziare, finalmente, a dialogare con il mondo da “adulti”.
In allegato i temi originali:
